mercoledì 3 marzo 2010

Guardie e Ladri

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1951, Steno, Mario Monicelli.

Leggete che nomi alla sceneggiatura : Brancati, Fabrizi, Flaiano, Maccari, Monicelli, Steno.
Basterebbe Vitaliano Brancati. Per chi non lo conoscesse ha scritto "Il bell'Antonio", "Paolo il caldo", e non solo. Una penna d'oro! Letture obbligatorie.

Commedia, ma anche no, soprattutto no. Si ride e s'impara, si ragiona. Presentato a Cannes nel 1952, premio per la miglior sceneggiatura (ma va?!?). Pare la prima opera "seria" di Totò.

E' uno dei film che più amo, sono felicissimo d'averlo rivisto. Una commedia agro-dolce dove chi deve far rispettare l'ordine e chi ruba per fronteggiare la fame hanno pari dignità. Il dialogo tra Fabrizi e Totò al termine del famoso inseguimento è da incorniciare. La sincera amicizia che scaturisce nel finale è commovente senza piagnistei, con dignità.

Non ci sono aggettivi.


Film che appartiene a mio parere al miglior realismo italiano di quegli anni. Roma era come si vede e ci viene mostrata quella lontana dal centro storico e dagli sfarzi. Era l'immediatissimo dopoguerra, gli americani ancora distribuivano viveri e gran parte della popolazione, quella che non era riuscita ancora a cavalcare le onde migliori, viveva alla giornata.

2 commenti:

  1. Non so le volte che l'avrò rivisto. E anche se a scrivere sono bravino, non saprò mai dire quanto bene gli voglio, a Totò!

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  2. guarda Nicola, ho la scusa che li sto guardando coi bambini, allora ne scrivo dei film di Totò
    ma... con cresta bassa e religiosa pronatura
    mi faccio piccolo piccolo

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