lunedì 3 settembre 2007

Novecento

3

1976, Bernardo Bertolucci.

Analizzando la difficile ma profonda amicizia tra Olmo (G. Depardieu) ed Alfredo (R. De Niro), il primo un paesano ed il secondo il padrone del podere dove nasce e vive Olmo, da bambini fino ad adulti
, il film ripercorre gli anni tra il primo '900 fino alla liberazione del 25 Aprile. Il grande sciopero generale agrario del 1908, la prima guerra, l'avvento del fascismo... , tutto visto però nel podere del parmense, per quel che concerne la vita dei padroni e soprattutto dei contadini, con generosità d'episodi. Non per nulla dura 5h e spicci.

Il cast è straordinario. Oltre ai protagonisti citati, tanti altri attori famosi e bravi, tra i quali segnalo la splendida interpretazione di un capo fascista terribile da parte di Donald Sutherland, sicuramente la parte più difficile del film. Anche sulla musica non s'è badato a spese: Morricone, al solito ottimo.

Però...
come tutti i film di Bertolucci, mi lascia un retrogusto d'americanismo, nei modi, nelle riprese, nelle inutili enfasi che non mi piace proprio per niente. Da un film storico come questo m'aspetto un po' di realismo vero, meno attori e più gente vera (penso a L'albero degli zoccoli ad esempio, che sovrasta questo di 10 lunghezze!), invece qui c'è molta recitazione, fiction, roba per fare incetta di oscar.
Peccato non potervi parlare del finale, ma lì tocchiamo l'apogeo della cazzata! E' antistorico e persino irrispettoso, macchiettistico, nei confronti della gente che aveva sputato sangue per la liberazione. I fatti non andarono per nulla come descritti, furono molto più duri ed assolutamente non teatrali come invece li si vuol far passare.
Non c'è niente da fare, Bertolucci non mi va proprio giù. Se lo tengano gli americani che per loro è perfetto.

Si tratta, ad ogni modo, di opera importante che meritava trattazione a sé.


3 commenti:

  1. Come sai, de gustibus non disputandum est...A me piace questo film, forse perchè non mi sono mai aspettato che avesse una qualche valenza di storicità. E' come dici tu ben visibile la "mise en scene", infatti credo che nessun critico si sognerebbe mai di includerlo nel genere "storico". Se però lo guardi come si legge un romanzo a sfondo storico potrai apprezzarlo maggiormente.

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  2. Film visto ieri sera e percio' a caldo mi sento di scrivere:Bertolucci a volte si rassomiglia in un megalomane. Non ho mai visto un film cosi' pretenzioso e avido di fama di questo. A parte l'anti-storicita' che qui puo' avere minore importanza rapportata al pessimo gusto con cui l'autore infligge e mostra le disgrazie ai vari protagonisti (direi quasi gratuite) che sembrano veramente oltremisura e intrisi di una pateticita'oscena.Ma proprio non riesco a capire perche' voler addirittura cercare di far un film su 50 anni di storia nazionale?? x non parlare poi del secolo trattato che e' forse il piu' complesso della storia umana..,Il risultato e' un grande miscuglio di grandi ideali,sommosse popolari,scioperi,guerre,desiderio di rivincita,condizione di poverta' assoluta,violenza politica e padronale... Tutti temi cosi' forti e delicati che non si sarebbero mai e poi mai meritati la trattazione cosi' approssimativa e ingenua di un regista come bertolucci.L'unico merito del regista emiliano e la bravura nelle riprese,quello e' innegabile, ma e' inutile avere una ferrari quando non si ha nemmeno la patente di guida.

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  3. grazie redroomsty, un commento che considero integrazione della rece, che è un po' vecchia, oggi scriverei anche di peggio, ahah! "avido di fama" è proprio perfetto.

    grazie anche ad ale, strano che non gli ho risposto a suo tempo, forse l'ho fatto da altre parti ;-)

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