venerdì 17 agosto 2007

Laviamoci il cervello - RoGoPaG

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1963, Jean-Luc Godard, Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Ugo Gregoretti.

I 4 registi appaiono nell'ordine coi loro rispettivi 4 episodi che vanno a comporre il film. In tutta franchezza, i primi 2 si possono anche saltare a pié pari senza patemi: insignificanti e pretestuosi.

Il discorso cambia molto con Pasolini. Il suo episodio è famoso, "La ricotta", e da solo merita la visione, anzi dico pure che l'ho guardato apposta il film, proprio per vedere Orson Welles interpretare il registra d'un improbabile film sulla crocefissione di gesù, episodio divertente e satirico. Il film fu sequestrato per "vilipendio alla religione di stato", e leggete bene il virgolettato, non vorrei si fraintendesse, che la dice tutta ma proprio tutta! Secondo un teorema collaudato personalmente, tutto ciò che non piace alla religione, sia a quella dello stato italiano che alle altre, di stato e non, è moderno, intelligente, satirico, progressista, e mi fermo qui. Quindi... "la ricotta" DEVE essere visto.

Carino anche l'ultimo episodio di Gregoretti, una presa in giro del consumismo, con un, al solito, bravissimo Tognazzi.

2 commenti:

  1. Ciao Roby... era da un po' che volevo vedere questo film ad episodi (genere che me gusta assai) e ieri sera finalmente l'ho fatto! Sono daccordo per quanto riguarda quel che hai scritto dei primi 2 episodi, in quanto gli ultimi 2 li superano di parecchio!
    1. Rossellini (non l'ho capito tanto)... mi son detta "mah finisce così?"
    2. Godard... atmosfere da nouvelle v. dialoghi esasperanti tra un lui e una lei sospesi nel tempo (mi ami ancora? ti ex amo! Ma come parlanoooo?!), in una parigi post atomica che non ha nulla di diverso dalla parigi solita, ma a quanto dice il protagonista è cambiata.
    L'unica cosa che mi è piaciuta è l'uso del rumore o del silenzio o della musica in contrapposizione alle immagini.
    3 PASOLINI Meraviglioso, vorrei solo aggiungere una piccola nota... Pasolini fa un omaggio alla pittura manierista di Rosso Fiorentino e Pontormo, li cita nelle scene della crocefissione usando l'inquadratura come se fosse un quadro. Le immagini coloratissime hanno un effetto comico, dissacrante anche verso quel genere cinematografico storico - in costume - hollywoodiano che andava di moda in quegli anni.
    4 Gregoretti che sorpresa... questo episodio anche se ambientato all'epoca del boom è mooolto attuale! Ironico, divertente, mi ha ricordato il SORPASSO di D. Risi, stesse musiche e finale simile.

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  2. grazie Glo, la tua conoscenza del Cinema e dell'Arte si legge tutta, soprattutto quando parli di Pasolini.
    quello di Gregoretti meritava qualche riga in più, hai posto rimedio.

    i primi 2 li ho rimossi dalla memoria... ;-)

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