lunedì 27 agosto 2007

La corazzata Potëmkin

5

1925, Sergej M. Ejzenštejn.

Sono stato un po' più fortunato del mitico Fantozzi. Me lo son visto coi commenti in cirillico sottotitolati in inglese.

Film reso ai più famoso per la nota citazione nel film di Villaggio, è diventato stereotipo di film pesante, lugubre e palloso. Tra l'altro il povero Fantozzi ne vide una versione da "18 bobine", ma è una balla clamorosa: ce ne furono, è vero, diverse versioni, ma non così lunghe. Quella che ho visto io dura 70'.

Mi dispiace dirvelo ragazzi ma... questo film è fantastico !

Occorre, certamente, entrare nell'ordine d'idee corretto. Anzitutto è un film muto, solo parzialmente corredato da commenti scritti. Poi è un film di propaganda sovietica post-rivoluzionaria, tant'è che fu commissionato al famoso regista (bravissimo !!) direttamente dal "popolo dittatore" per celebrare il ventennale della rivoluzione di Odessa. Narra quindi fatti storici realmente accaduti, ma va preso un attimino con le pinze sulla veridicità, fatti sui quali ancora non si ha un'unanime versione da parte degli storici.

Nel 1905 a Odessa sono già in corso delle ribellioni da parte del popolo che comincia a non poterne più dello zar e della smidollatissima e spocchiosissima nobiltà russa. Nel frattempo sulla corazzata Potëmkin, per una banale questione legata al rancio, scoppia una rivolta, durante la quale un marinaio viene ucciso da un ufficiale. Giunti ad Odessa si uniranno al popolo, venuto a celebrare l'eroismo del marinaio, ma un intervento sanguinario dei cosacchi sulla famosa Scalinata che conduce al porto fermerà le iniziative. Rimane ancora la corazzata con gli ammutinati, in attesa della flotta...

Il film è vivacissimo, altro che palloso! Le scene sono epiche e supportate da una musica grandiosa.

5 commenti:

  1. Credo che la corazzata Potemkin sia uno dei film più belli ed emozionanti di tutti i tempi.

    Sono un'appassionata di film muti, soprattutto di quelli appartenenti all'espressionismo tedesco come Metropolis o Il gabinetto del dottor. Caligari, ma questa pellicola di Ejzenštejn è riuscita a commuovermi come nessun film è mai riuscito a fare.

    La scena della scalinata, quando la folla travolge una madre con in braccio il figlio ferito a morte e la scena della carrozzina mi hanno fatta piangere a dirotto... E' terribile pensare che gli uomini, dotati di intelletto, quello stesso intelletto che ci differenzia dagli animali perchè, in teoria, dovrebbe tenerci lontani dall'istinto grazie alla razionalità, possano generare così tanto odio e terrore, spezzare la vita di bambini innocenti senza il minimo rimorso...

    Infatti, nella scena della scalinata, l'inquadratura riprende volti umani sporchi di sangue e lacrime, per poi spostarsi subito dopo sugli stivali dei cosacchi che sparano sulla folla: non sono più uomini, ma stivali che calpestano volti umani, perchè gli umani con un cuore, un'anima, un cervello, non riuscirebbero mai a compiere un tale orrore.

    STUPENDO!!!

    RispondiElimina
  2. ciao GiglioNero, stavo riguardando il blog e ho scoperto questo splendido commento che m'era sfuggito, chissà se leggerai mai questa risposta a 2 anni di distanza.
    grazie mille, solo questo.

    RispondiElimina
  3. ah ecco, per questo ho sempre paura di vederlo ma mandiamo al diavolo fantozzi va...hahaha

    RispondiElimina
  4. cara arwen, fantozzi, per il quale ho comunque grande stima, ha fatto un gran pessimo servigio a questo capolavoro

    RispondiElimina
  5. ne sono più che sicura, non ho mai amato il personaggio ecco perchè preferisco mandarlo al diavolo hehe ;)

    RispondiElimina