giovedì 29 giugno 2006

Il Grido

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1957, Michelangelo Antonioni.

E' sicuramente uno dei film più belli della storia del cinema. Una lezione di tutto: di uso dell'immagine, della fotografia, della musica, dei paesaggi, di tutto per trasmettere intensità e pathos a chi guarda, ammirato, un'opera d'arte che lo è in ogni singolo fotogramma.

Sono estasiato, quasi spaventato da tanta bellezza!
E pensare che è un film prodotto dalla rai... come son cambiati i tempi, ahinoi.

E' la storia di Aldo, che lasciato da Irma sua convivente per 7 anni, vaga per la pianura padana inizialmente con la figlia, poi solo, alla ricerca di un lavoro ma soprattutto di un'identità. Incontrerà donne ma nessuna di esse, per motivi vari, risolverà il suo vero problema, che è interiore. Alla fine farà ritorno al suo paese, lo troverà in subbuglio per vicende sociali importanti e rivedrà Irma. Storia drammatica e commovente, nel finale esplica il suo titolo.
Un on-the-road sull'argine del Po, un operaio, persona comune, protagonista d'amori, passioni, per non parlare di Irma, donna comune, popolare, capace di un gesto epico.

Paesaggi e ambientazioni sono fedelissimi e stupendi. Tutto il film praticamente si svolge lungo l'argine del grande fiume padano e le riproduzioni dei luoghi, delle ambientazioni, dei costumi, degli stili di vita delle persone sono straordinarie.

Cast d'eccezione, con una grande Alida Valli. Tutti bravissimi.
La musica di solo piano sembra suonata dal vivo, come si faceva nei cinema ai tempi del muto, dei primi del '900, ed è bellissima.

Vedere un film del genere costringe a riparametrare tutto il resto.

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